Guida editoriale
Autocertificazione: Quando e Come Usarla in Italia
Versione agosto 2026
Che cos'è l'autocertificazione
L'autocertificazione (o dichiarazione sostitutiva di certificazione) è il documento con cui il cittadino dichiara, sotto la propria responsabilità, fatti, stati e qualità personali. È disciplinata dal DPR 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo Unico sulla documentazione amministrativa), che ha semplificato i rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione eliminando l'obbligo di presentare certificati per molte situazioni.
Cosa si può autocertificare
L'articolo 46 del DPR 445/2000 elenca i fatti che possono essere autocertificati:
- Data e luogo di nascita
- Residenza e domicilio
- Cittadinanza
- Stato di famiglia
- Stato civile (celibe, coniugato, vedovo, divorziato)
- Titolo di studio e qualifica professionale
- Reddito (situazione economica e fiscale)
- Posizione previdenziale e assicurativa
- Iscrizione ad albi o elenchi tenuti dalla PA
- Codice fiscale e partita IVA
- Non aver riportato condanne penali (se veritiero)
- Qualità di pensionato
- Vivenza a carico
- Qualità di studente
Cosa NON si può autocertificare
Alcuni stati e fatti non possono essere sostituiti dall'autocertificazione:
- Certificati medici e sanitari
- Certificati veterinari
- Certificati di origine e conformità CE
- Brevetti e marchi
- Certificati rilasciati da organismi internazionali
Chi deve accettare l'autocertificazione
Obbligati ad accettarla
- Tutte le pubbliche amministrazioni (Comuni, Regioni, Stato, ASL, INPS, Agenzia Entrate)
- Gestori di servizi pubblici (Poste, trasporti, fornitori energia)
- Enti di previdenza (INPS, INAIL)
Soggetti privati e casi particolari
La disciplina è stata estesa anche ai rapporti con i privati. Prima di presentare la dichiarazione, verifica comunque il canale, il modulo e gli eventuali allegati richiesti dal destinatario. Per atti notarili, certificazioni sanitarie o altre procedure speciali possono valere regole diverse.
Le sanzioni per dichiarazioni false
Chi rilascia dichiarazioni false o mendaci è punito ai sensi dell'art. 76 del DPR 445/2000:
- Sanzioni penali: si applicano le disposizioni richiamate dall'art. 76, in base al fatto concreto
- Decadenza dai benefici: si perdono i benefici ottenuti sulla base della dichiarazione falsa
- Responsabilità ulteriori: possono aggiungersi conseguenze civili o amministrative
Le amministrazioni effettuano controlli sulle dichiarazioni ricevute, anche a campione o quando emergono dubbi sulla loro veridicità.
Come compilare l'autocertificazione
Un'autocertificazione valida deve contenere:
- Dati anagrafici completi del dichiarante (nome, cognome, data e luogo di nascita, residenza, codice fiscale)
- Formula di consapevolezza: "consapevole delle sanzioni penali previste dall'art. 76 del DPR 445/2000"
- Contenuto della dichiarazione: i fatti, gli stati o le qualità che si dichiarano
- Data e firma del dichiarante
Non è necessaria l'autentica della firma. Non sono richiesti testimoni. Non serve la marca da bollo.
Validità e durata
La dichiarazione sostitutiva segue la validità temporale del certificato o dell'atto che sostituisce. Per situazioni che possono cambiare, il destinatario può chiedere una dichiarazione aggiornata; verifica quindi i requisiti della procedura concreta.